Archivio per luglio 2016 | Pagina di archivio mensile

Primo Sì sul Jobs Act del Lavoro Autonomo; ora approda al Senato!

Colap

Roma, 28 Luglio 2016 – Ieri pomeriggio la Commissione Lavoro del Senato ha approvato il disegno di legge che rappresenta il #JobsAct del lavoro autonomo aggiornandolo con una serie di emendamenti rispetto al testo presentato. Un provvedimento a lungo atteso da diversi milioni di persone che hanno duramente pagato gli effetti della lunga recessione, e che aspettavano con ansia e trepidazione questa “svolta culturale”.

“Negli innumerevoli incontri di questi mesi, con tutte le forze politiche presenti nella Commissione Lavoro del Senato – apre la Presidente Alessandrucci – abbiamo presentato le nostre proposte, sotto forma di emendamenti, non solo legate all’articolato, ma alla filosofia, anche politica, che questo provvedimento avrebbe dovuto manifestare: competitività, competenze e tutele questo il sunto degli obiettivi che ci aspettavamo dal disegno di legge ”.

“Avevamo chiesto e sperato che il testo, rappresentasse soprattutto un incentivo all’apertura di nuove partite iva e alla crescita della produttività di quelle già aperte – prosegue la Alessandrucci – un disegno di legge in grado di guardare al mercato e incoraggiare il professionista ad emergere dal sommerso”.

“Per quanto riguarda le tutele – spiega la Alessandrucci – accogliamo con favore l’inserimento della nostra proposta, che prevede che i periodi di malattia certificati come conseguente a trattamenti oncologici o a trattamenti legati a malattie gravi o che comunque comportino una inabilità lavorativa del 100%, siano equiparati alla degenza ospedaliera, molto di più si poteva fare per rendere fruibili i congedi, l’astensione di 6 mesi è impraticabile per qualsiasi partita iva”.

“E’ stata accolta anche la nostra proposta di far collaborare le associazioni con i centri per l’impiego, perché è utile che le Istituzioni inizino a collaborare con il mondo professionale – incalza la Presidente del CoLAP – sarà il primo degli interventi di sinergia, per il mondo dell’associazionismo professionale che molto può ancora dare”.
“Abbiamo tentano di portare nella Commissione Lavoro la voce dei professionisti – continua la Alessandrucci – e se oggi dovessimo valutare il disegno di legge approvato in commissione, lo faremmo con molto meno entusiasmo rispetto a quando, nella presentazione della Stabilità, Renzi lanciò il jobs act del lavoro autonomo; si prospettava un disegno di legge in grado di riformare e rafforzare questo mondo a lungo trascurato, oggi esce un testo molto attenuato che non fa veri cambiamenti e a tratti rafforza le storiche lobby!”.

“Ma sono fiduciosa che nell’iter parlamentare si possa ancora migliorare il testo – conclude la Presidente del CoLAP – noi ci saremo a portare le istanze e le proposte!”

#siamofiduciosi
Senato della Repubblica

Emiliana Alessandrucci

Novità dalla Lombardia: nuovo bando per il professionista Legge 4/2013

Colap

Roma, 20 Luglio 2016 – Prima dell’estate finalmente una buona notizia: dalla Regione Lombardia, arriva per la prima volta un bando, denominato Linea Intraprendo, per i finanziamenti anche a fondo perduto, dove compare esplicitamente il riferimento (tra i beneficiari), al professionista Legge 4/2013 iscritto ad un’associazione professionale presente nell’elenco del MISE.

“ Il bandoprevede, infatti, tra i beneficiari i professionisti iscritti agli ordini professionali e i professionisti iscritti alle associazioni presenti nell’elenco del MISE ed in possesso dell’attestato. – spiega la Presidente del CoLAP Nazionale Emiliana Alessandrucci – La misura favorisce e stimola l’autoimprenditorialità lombarda, mediante l’avvio e il sostegno alle start up e all’ autoimpiego.”

“Il riferimento esplicito alla legge 4/2013 è sinonimo di qualità e di garanzia per le Istituzioni – continua la Presidente – il professionista che vuole cogliere questa opportunità deve fornire garanzia alle Istituzioni, del resto anche alle aziende che intendono accedere ai fondi vengono richiesti espliciti requisiti (iscrizione alla camera di commercio, assenza di situazioni di cassa integrazione et, certificazioni di bilanci etc.); l’iscrizione all’associazione è dunque forma di garanzia di qualificazione, rispetto di norme deontologiche, presenza reale sul mercato etc.”

“A chi ci accusa di chiudere il mercato – sottolinea Alessandrucci – diciamo che il mondo associativo è variegato e ampiamente rappresentativo, quindi un professionista può scegliere l’associazione che meglio rappresenta la sua professionalità senza alcun vincolo, che l’accesso ai fondi essendo un’opportunità richiede vincoli e investimenti e pertanto forme di garanzie”.

“E’ un risultato molto importante – prosegue la Presidente Alessandrucci – frutto di un dialogo costante svolto in molti tavoli dove abbiamo illustrato la legge 4/2013 e le nostre proposte, ma è frutto soprattutto di un Coordinamento, quello della Lombardia diretto magistralmente da Nicola Testa e da un direttivo vivace e sempre attivo e presente; è il nostro risultato e se oggi inneggiamo al successo da domani ci attiveremo per renderlo operativo, per non rendere i nostri sforzi vani”.

“E’ un esempio della buona politica che sa ascoltare – apre Nicola Testa, Coordinatore del CoLAP Lombardia – è un risultato per i nostri professionisti e per il territorio. Ora trasformiamo questo successo in uno strumento pratico, da subito ci mettiamo a lavoro per aiutare i professionisti a presentare i progetti. Non posso non ringraziare – continua il coordinatore lombardo – l’Assessore Parolini (attività produttive della Regione Lombardia), l’Assessore Aprea (formazione e lavoro) e il Presidente della Commissione A.T. Malvezzi che ci hanno ascoltati e hanno “sposato” le nostre proposte”.

“Attendiamo le consuete sterili critiche e i soliti attacchi ovviamente – dichiara infine la Presidente Alessandrucci – perché, purtroppo, le cose fatte bene nel nostro Paese vengono ahimé sempre ostacolate dalle solite lobby e dalle solite miopie, ma noi siamo pronti a schierarci dalla parte della Regione e difendere il nostro operato e le nostre proposte per il bene dei Professionisti e del Paese”.

#siamofiduciosi

#labuonapolitica

Il Tribunale di Taranto impone figli adottivi “sani, senza disabilità o patologia, neppure lieve”

Adozione internazionale. Il Tribunale di Taranto impone figli adottivi “sani, senza disabilità o patologia, neppure lieve”.

I decreti vincolati erano stati dichiarati illegittimi dalla Cassazione

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Fonte: AIBI

Era il mese di giugno del 2010 quando la Corte di Cassazione, pronunciando a Sezioni Unite la sentenza n. 13332/2010, affermava l’importante principio di diritto secondo cui sono illegittimi i decreti di idoneità all’adozione internazionale vincolati con il riferimento a caratteristiche del minore.

Dopo quella sentenza sembrava ormai chiaro una volta per tutte che i decreti di idoneità per l’adozione di minori stranieri potessero semmai contenere caratteristiche sulla coppia che intende adottare, ma non sul minore e meno che mai vincoli che contrastino con leggi nazionali o convenzioni internazionali, come era stato il caso per le prescrizioni sulla nazionalità o sul colore della pelle dei bambini. Provvedimenti che non si possono non definire “decreti razzisti”. La stessa sentenza infatti rimarcava il “carattere solidaristico, e non egoistico, della scelta dell’adozione” e affermava chiaramente che “il principio di non discriminazione costituisce uno dei principi fondamentali dell’ordinamento, da cui, a norma degli articoli 1 e 35 della legge n.184 del 1983, l’intera procedura relativa all’adozione internazionale non può discortarsi”.

Sembrava fosse ormai pacifico che l’adozione internazionale è uno strumento di solidarietà che serve a dare una famiglia a bambini che non ne hanno una e non viceversa.

Sembrava… ma evidentemente non era così chiaro.

E infatti lo scorso giugno il Tribunale per i minorenni di Taranto ha dichiarato una coppia idonea ad adottare uno o due minori “purché sani senza disabilità o patologia alcuna, neppure lieve”.

Ora, si può sapere quale ragionevole operatore del settore possa immaginare bambini abbandonati in giro per il mondo, provenienti da un istituto e con un passato travagliato – quale è sempre quello che conduce alla dichiarazione di adottabilità -, “senza patologia alcuna, neppure lieve”?

E come mai, in un mondo che evolve – per fortuna e finalmente – inesorabilmente verso traguardi di uguaglianza sostanziale con riferimento alla disabilità, rappresentanti delle istituzioni nazionali si permettono di accogliere le limitanti (e limitate) disponibilità di persone che aspirano a fare i genitori senza tuttavia essere pronti alle certe difficoltà che ogni genitorialità, così come ogni vita in generale, comporta?

Oltre che alla luce della legge 184 del 1983, anche secondo la legge 18 del 2009 con cui l’Italia ha ratificato la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, decreti come quelli emessi dal Tribunale di Taranto devono considerarsi illegittimi.

Ancor più grave dunque, in quest’ottica, che il Tribunale per i minorenni abbia specificato che l’adottando o gli adottandi della coppia pugliese non debbano presentare alcuna disabilità o patologia neppure lieve, connotando l’intensità di caratteristiche del minore che per legge, come si è visto, non possono essere discriminate.

E’ evidente che la strada verso i decreti di idoneità all’adozione internazionale che non contengano alcun vincolo né caratteristica sui bambini “desiderati” è ancora in salita. A quanto pare, infatti, la Cassazione ha lavorato e si è pronunciata inutilmente: il Tribunale di Taranto ha seguito una direzione opposta a quella stabilita dalla decisione della Suprema Corte. Ma a che cosa serve, allora, una sentenza della Cassazione, se poi questa può essere aggirata da qualsiasi giudice a seconda di quello che egli ritiene più opportuno?

Ai.Bi. non si tirerà certo indietro dinanzi a questa ennesima illegittimità e percorrerà volentieri questo cammino affinché tutti i bambini adottabili, a prescindere da età o altre condizioni, siano trattati in condizioni di uguaglianza e vengano accolti da famiglie davvero aperte a quello che la vita vorrà donare loro.