Archivio per novembre 2016 | Pagina di archivio mensile

20 cose da dire a tuo figlio al posto di “non piangere”

pianto

FONTE:  huffingtonpost.it

Ogni volta che il tuo bambino piange o fa i capricci, in realtà potrebbe star facendo qualcosa di estremamente utile. Non riusciamo sempre ad apprezzare il momento in cui i nostri figli iniziano a piangere ma, quando succede, significa che stanno utilizzando il sistema di recupero naturale del loro corpo.

Quando veniamo feriti, fisicamente o emotivamente, anziché trattenere tutto dentro accumulando tensione, possiamo piangere, ridere, arrabbiarci o tremare. Questo è il modo in cui il corpo gestisce e libera le emozioni. Molti di noi non lo fanno tanto spesso: fin da bambini ci hanno sempre detto di “non piangere”, ma il sistema di recupero dei nostri figli è ancora integro.

La buona notizia? Tutti i comportamenti difficili o “fuori dalle regole” dei nostri figli sono guidati dall’emozione: quando inizieranno a utilizzare la vostra attenzione positiva e affettuosa per tirare fuori questi sentimenti, riavrete i vostri angioletti. Se li incoraggiamo attivamente a piangere, quando sentono il bisogno di farlo, i nostri figli non solo impareranno a respingere i sentimenti dolorosi, ma si sentiranno anche più legati a noi. Il modo in cui li ascoltiamo può spegnere le sensazioni provate, o aiutare i piccoli a sentire le loro emozioni in modo più conscio. Ecco le cose da dire per ascoltarli davvero.

Frasi generali rassicuranti:

1. Sono qui
2. Capisco quanto tu sia turbato.
3. Mi spiace che sia dura per te, tesoro.
4. Resterò accanto a te quando sei agitato.
5. Non vado da nessuna parte.
6. Sei al sicuro.
7. Non c’è nulla di più importante che restarti accanto adesso.
8. Mi dispiace… che tu abbia perso il tuo pupazzo/ che il tuo amico abbia detto/ che ti sia caduto il gelato.
9. Ti ascolto, amore.

Frasi che riportano l’attenzione sugli eventi che hanno causato il turbamento:

10. Desideravi davvero… quel giocattolo/un gelato/ che papà restasse a casa/ andare al parco.
11. Quel cane/quel bambino/ il modo in cui ho urlato ti ha spaventato.
12. Diamo un’altra occhiata al tuo ginocchio/dito… dolorante.

Stabilire un limite (e ascoltare le sue proteste):

13. Non ti permetterò di… andare a quella festa/colpire quella bambina/mangiare quel dolcetto/giocare con i miei occhiali.
14. Voglio che tu… metta le scarpe/finisca i compiti/salga in macchina adesso.

Ricordate loro l’aspetto positivo e ottimista della situazione (e ascoltate la loro risposta sfiduciata):

15. Presto mangerai di nuovo la cioccolata.
16. So che riuscirai a capire.
17. La mamma tornerà più tardi.
18. Sono certa che puoi ancora divertirti.
19. Starai benissimo con la t-shirt che abbiamo.
20. Non sarà così per sempre.

Cose da evitare:

Etichettare i sentimenti (“capisco che sei arrabbiato”)
Distrarli dai sentimenti che provano (“Andiamo a vedere cosa sta facendo papà?)
Correre ai ripari (“So che vuoi un gelato, andiamo a prenderlo”)
Ragionare(“Be’, hai mangiato il gelato proprio ieri.”)
Trasmettere l’idea che i loro sentimenti siano sbagliati rimproverandoli/umiliandoli/costringendoli al silenzio (cos’è questo chiasso tremendo che stai facendo?)
Ricompense o punizioni che includono minacce/tentativi di “corruzione”/metodo del time out (Se non la smetti ce ne torniamo a casa)

Questo post è stato pubblicato su HuffPostUsa ed è stato tradotto da Milena Sanfilippo

Momondo invita 67 persone a fare il test del DNA. Il risultato è sorprendente

Momondo ha invitato 67 persone provenienti da tutto il mondo a sottoporsi al test del DNA. I risultati sono stati sorprendenti.

Fonte: Incredibile Guru

 

“È facile credere che ci siano più cose a separarci piuttosto che a unirci” ha scritto Momondo. “In realtà abbiamo molto in comune con le altre nazionalità.”

“Abbiamo chiesto a 67 persone provenienti da tutto il mondo di sottoporsi al test del DNA per dimostrare che non siamo poi così diversi.”

Il video inizia con la seguente domanda: “sei sicuro di sapere chi sei veramente?”

Tutti gli stranieri hanno una cosa in comune – sono molto orgogliosi della propria nazionalità, della propria etnicità e della propria eredità culturale. Un’altra cosa in comune sono i forti pregiudizi verso gli altri gruppi etnici.

Due settimane dopo, Momondo ha riunito nuovamente i 67 ragazzi. Ebbene, i risultati dei test del DNA sono stati sorprendenti. Alcuni hanno riso per l’incredulità, altri hanno versato lacrime di felicità.

Ma ciò che accade in seguito, è ancora più incredibile: i test del DNA hanno rivelato che due dei partecipanti allo studio erano cugini di sangue!

Questo video rappresenta una sfida, una fonte di ispirazione e un monito importante che ci invita a accettare l’altro a prescindere dal colore della pelle.

Se i sottotitoli non appaiono, attivateli cliccando sull’apposito simbolo accanto a quello relativo alle Impostazioni.