Dissetarsi alla fonte – Un sogno qualsiasi, di un uomo qualsiasi in una notte qualsiasi…

 

 

Dissetarsi alla fonte

 

di Massimiliano Babusci

A volte un sogno è semplicemente un bel sogno, niente di più….


Un uomo disse a se stesso: “Non esiste miglior nutrimento delle proprie origini”, e così si svegliò, si ri-svegliò in un luogo amorevole, con una famiglia umile, accanto ad una moglie semplice e ad un figlio appassionato. Il suo cuore era tornato a battere intensamente come quella notte in cui fece un sogno speciale.

Era piccolo accogliente, disponibile, libero e poco contaminato dai pensieri della vita e aveva le mani aperte con i palmi rivolti verso l’alto, verso i propri genitori, quel Papà e quella Mamma perfetti per lui e stava ricevendo delle gemme dalle loro mani. Non importa se fossero tante o poche e neanche se fossero pietre preziose, diamanti, rubini, smeraldi o semplici pietre. Quello che è certo è che il suo petto si gonfiava d’Amore, di vita, si sentiva ardere e la sensazione di calore riempiva ogni cellula del suo corpo. Si sentì pieno, sereno e fiducioso. Era così gioioso e contento che continuò il sonno placidamente per tutta la notte.

Al risveglio quella sensazione di pienezza continuava ad abitare tutto il suo Essere e così decise di condividere l’esperienza andando a trovare i suoi genitori.

Guardandoli negli occhi disse commosso: Stanotte l’ho passata con voi, in vostra compagnia, ho sognato che mi donavate delle gemme, non ricordo quali e quante fossero ma la sensazione che ancora mi pervade è di pienezza, di serenità, di appagamento. Sono tante e sono abbastanza, le prendo al prezzo intero che vi sono costate. Sono proprio quelle che mi merito, quindi le prendo con piacere perché arrivano da Voi, che siete i genitori giusti per me. Sento che sono le gemme  che mi serviranno per fare il mio pezzo di strada e contribuire a che la vita scorra.

Anche per me spesso hanno un prezzo che ho pagato e che pago volentieri. Sono pronto!

E il taciturno Papà disse: Le pere non cadono lontano dal pero.

Con la consapevolezza di chi sente e che non ha bisogno di sapere. Anche così i genitori, come tutti i genitori, sembrano lievitare davanti ai segni di riconoscimento dei propri figli, si sentirono ancora più grandi e più generosi.

E la Mamma, condividendo le lacrime in uno sguardo d’Amore con il Papà disse: L’Amore non si divide, si moltiplica.

Compresero ancora meglio che potevano continuare a dare al loro figlio, perché la capacità di ricevere amplifica la grandezza e il desiderio di dare.

E come un fiume in piena quasi recitarono in perfetta armonia……

Abbiamo fatto il massimo che potevamo con quello che avevamo

Tutte le gemme che hai puoi tenerle, visto che ti appartengono

Puoi usarle a modo tuo, di certo non è necessario che tu le restituisca

L’acqua scorre da monte a valle

Sei un buon figlio, sei l’unica ragione per cui tutta la nostra stirpe è esistita

Sono la tua eredità, unica e personale, sono per te, usala con generosità.

Ed il figlio si sentì autenticamente grande, pieno, ricco, energico e si mosse per la prima volta dalla casa dei genitori serenamente e continuava a ripetersi ad ogni passo “il giusto posto per me” ….. “il giusto posto per me”….. quello da cui posso amare con leggerezza, quello che l’Universo mi ha riservato, quello che scelgo di vivere.

Ad ogni passo sentiva come delle piccole radici che gli spuntavano dalla pianta dei piedi, che gli permettevano di camminare sicuro anche nel terreno irto o scosceso e dove ogni irregolarità diventa un’esperienza di apprendimento. La giusta postura per quel movimento unico che l’Universo ci riserva.

Così potè permettersi di guardare senza veli l’orizzonte, le prospettive e il futuro che ha bisogno di manifestarsi, con l’energia e il radicamento che il sostegno genitoriale concede.

E con questo sostegno cominciò ad incontrare persone, amici, parenti, soci, collaboratori, sconosciuti e altre anime che il suo destino aveva già previsto di incontrare. Fiducioso che ognuno avrebbe portato dei doni, sarebbe restato un pò e poi, al tempo giusto sarebbe andato. Alcuni altri invece sarebbero rimasti per tutta la vita in armonia con il destino Unico che ognuno di noi ha. Ci mise un pò per accogliere i disagi e i dispiaceri che a volte la vita impone. Reagì a volte con veemenza e altre si arrese con dignità. Con il tempo imparò ad integrare e il suo cammino diventò sempre più sereno, sempre più armonioso, sempre più autentico, integro e pieno d’Amore. Di tanto in tanto sentiva l’esigenza di manifestare gratitudine e allora si voltava, anche se camminava da solo, a ricordare i genitori e le gemme ricevute. Così osservava anche il tratto di strada percorso con la sua vita, guardava i suoi figli, gli obiettivi raggiunti in tutti gli ambiti della sua vita, personale, familiare, professionale, sociale rafforzando l’intuizione che aveva avuto in quel sogno, cioè che tutto quanto era stato possibile grazie a quello che aveva ricevuto in dono dai suoi genitori. Con il suo successo, i suoi traguardi, i suoi trionfi li onorava e gli restituiva quel pezzetto di dignità che, a volte, gli aveva tolto aiutandoli o giudicandoli dove pensava di essere migliore.

Non esiste miglior nutrimento delle proprie origini.